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il Movimento 5 Stelle

un fatto

Non lo si può più ignorare, come hanno fatto Berlusconi, Monti e Bersani. Ci sembra che esso esprima, tra l'altro:

Beppe Grillo

elementi fondamentali

Vi sono molti e vistosi elementi di inaccettabilità:

  1. il Movimento a 5 stelle non ha un patrimonio teorico di riferimento, non, almeno, esplicitato chiaramente: pretende di rappresentare “la” gente, “i” cittadini, come se non ci fossero diverse visioni del mondo e diversi interessi.
  2. Si illude di poter consultare continuamente i cittadini, promessa evidentemente ingannanevole perché irrealizzabile.
  3. Non ha una programma che affronti convincentemente tutti i problemi sul tappeto.
  4. Nei punti di programma presentato cade in vistose, gravissime contraddizioni demagogiche.
  5. Non ha un personale politico adeguatamente formato e sperimentato: manda in Parlamento dei dilettanti allo sbaraglio.

Accanto ad essi stanno comunque anche istanze positive, benché collocate in un contesto che non permette loro di svilupparsi convenientemente:

A.punti inaccettabili

1. assenza di riferimenti teorici, la sleale pretesa di neutralità

Tutti i partiti che noi conosciamo hanno dei riferimenti teorici, in qualche modo filosofici: i partiti della sinistra hanno avuto almeno per lungo tempo come riferimento Marx, i partiti di ispirazione cristiana la Dottrina sociale della Chiesa (e autori come Maritain, Mounier, ecc.), i partiti laici moderati i classici del liberalismo. Anche nell'epoca del tramonto delle ideologie c'è almeno una qualche chiarezza sull'antropologia di riferimento, più individualista a destra, più collettivista a sinistra, così come c'è una accettabile chiarezza sul ruolo dello stato in rapporto alla società, più leggero per la destra, più marcato per la sinistra.

Ma qual è il riferimento del Movimento di Grillo? Non dichiara niente, dice di essere dalla parte delle gente. Ma questo è un inganno: non c'è la gente: ci sono diversi gruppi, diverse impostazioni, diversi valori, diverse visioni-del-mondo, c'è gente che la pensa in un modo e gente che la pensa in un altro modo. E ci sono interessi diversi: ci siamo dimenticato la grande lezione di Marx? Almeno parzialmente il filosofo ebreo aveva ragione a dire che ci sono inevitabilmente interessi contrastanti.

La neutralità è impossibile: chi pretende di essere neutrale, di (voler) rappresentare tutti, mente, dice una menzogna.

2. la consultazione permanente, una proposta inapplicabile

Come si potrebbero consultare permanentemente i cittadini, attuando una democrazia digitale?

Ci sono degli evidenti ostacoli:

3. incompletezza del programma

Il programma del M5S affronta solo una piccola parte dell'arco dei problemi che devono essere affrontati da un Parlamento e da un Governo: e sul resto che cosa propone?

Di consultare il popolo della Rete? Ritorniamo allora alle obizioni appena viste al secondo punto.

4. utopie e contraddizioni

Le contraddizioni più grosse sono a livello economico.

Lo spiegava bene Luttwack in una trasmissione qualche tempo fa, parlando di Grillo: hanno un senso la destra e la sinistra, l'una propone meno entrate e meno uscite (coerentemente), l'altra propone più entrate e più uscite (coerentemente); non ha senso, non ha logica il populismo demagogico, che propone meno entrate e più uscite: è un programma irrealizzabile. Da dove li prenderebbe infatti i soldi lo stato? Ecco le parole di Luttwack:

Grillo è un populista sfrenato con qualche idea da pazzoide.

Grillo in effetti propone da un lato di ridurre le spese (non l'abbiamo trovato nel programma, ma ci risulta che abbia parlato di abolire l'IMU), mentre dall'altro propone spese come il reddito di cittadinanza, che nel programma figura come Sussidio di disoccupazione garantito, per tre anni.

È stato ad esempio calcolato che quest'ultimo costerebbe allo Stato qualcosa come 74 miliardi di euro, mentre la copertura finanziaria prevista con le proposte del M5S si fermerebbe a 24,2 milardi di euro. Citiamo da Tempi:

Per finanziarlo, il M5S vuole recuperare 7 miliardi di euro dalle super pensioni tra i 10 e i 90 mila euro al mese (125 mila persone in Italia) da ridurre a 4mila euro al mese; 3 miliardi dall'abolizione del finanziamento ai partiti, 1 miliardo dai contributi pubblici alle testate giornalistiche, 11 miliardi dall'abolizione delle province, 2.2 miliardi dalla Tav. Se usassero tutti questi soldi solo per il reddito di cittadinanza, i grillini avrebbero a disposizione un tetto massimo di 24,2 miliardi di euro.

Sempre secondo Tempi quindi il reddito di cittadinanza costerebbe 223 miliardi di euro in 3 anni.

Citiamo ancora da Tempi:

Nel programma del M5s si propone l'abolizione degli incentivi ai termovalorizzatori, il cui inserimento tra le fonti rinnovabili è ritenuto privo di fondamento tecnico e scientifico. Per l'osservatorio, la mancata realizzazione di 97 termovalorizzatori da 200 kton genererebbe una perdita per l'Italia di 21 miliardi di euro, rispetto ai costi che hanno comportato quelli realizzati tra il 2009 e il 2010 di 800 milioni di euro. Come si sa, i grillini sono fermamente contrari alla Tav: non è disponibile uno studio specifico sul tratto della Val di Susa, ma per l'Osservatorio la mancata realizzazione di 848 km di rete ferroviaria Av nel Paese è costata 65,4 miliardi di euro.

Ma sentiamo anche il parere del presidente di Confindustria Squinzi: interrogato sul programma economico del Movimento cinque stelle di Beppe Grillo, ha risposto che le sue ricette ridurrebbero l'Italia a un paese tra l'agreste e il bucolico. Se prevalessero gli orientamenti ambientali, infrastrutturali e energetici del M5S per noi sarebbe un passo indietro, ha spiegato Squinzi, ribadendo totale disapprovazone sia per le richieste di tipo ambientale sia per la cancellazione di tutti i programmi infrastrutturali. Oltretutto, conclude Squinzi, non credo sarà quello che creerà posti di lavoro e che risolverà i problemi contro cui ci stiamo battendo in questo momento.

Se non che la recessione economica non è per il M5S un male da evitare, anzi è una meta che va ricercata: essi sono infatti per la decrescita felice.

5. assenza di formazione del personale politico

Questa sarebbe ancora la cosa meno grave, se non che non possiamo tacere il fatto che i partiti “tradizionali”, o meglio “i” partiti formano il loro personale politico e prima di mandare uno in Parlamento uno deve fare una sua adeguata “gavetta”.

Grillo invece manda in Parlamento gente poco preparata, senza esperienza nell'ambito locale. Anche questo è un limite.

B. elementi condivisibili

Ma ci sono, abbiamo detto, anche dei punti del M5S che possono essere condivisi.

partiti più in ascolto della società

È un fatto che i partiti (tradizionali) non hanno saputo ascoltare la gente su alcuni temi, ad esempio

È perciò necessario che si corregga rapidamente questa mancanza.

qualche forma di maggiore democrazia diretta

Abbiamo già detto che riteniamo impraticabile, e potenzialmente violenta la proposta di una democrazia digitale come espressione della volontà popolare tramite il web.

Tuttavia tra una elezione e l'altra sarebbe giusto dare la parola alla gente e seguirne le indicazioni di massima.

Come potrebbe avvenire ciò? Già qualche tempo fa pensavamo a una forma di Parlamento allargato o retro-Parlamento, composto da un numero molto elevato di cittadini (poniamo un milione, o qualcosa di meno, ma non molto), eletti contestualmente ai parlamentari veri e propri, col compito di fare da raccordo tra Parlamento e totalità dei cittadini.

Questi retro-parlamentari avrebbero il compito

Il voto del retro-Parlamento dovrebbe avere un valore di indirizzo vincolante per il Parlamento vero e proprio. Non vincolerebbe cioè sul dettaglio delle leggi, ma sul loro orientamento complessivo. Nel caso il retro-Parlamento si esprimese contro una data legge a maggioranza qualificata (poniamo dei 3/4) la legge non potrebbe essere promulgata dal Capo dello Stato o dovrebbe considerarsi abrogata, se già promulgata.

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