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la scuola: appunti

In questa sezione vogliamo raccogliere appunti e riflessioni sulla scuola, specialmente la scuola in Italia, e sul problema educativo.

Ci guida, lo dichiariamo da subito, la fede cristiana, ma vorremmo proporre argomenti il più possibile condivisibili da chiunque usi rettamente della sua ragione e non sia accecato da pregiudizi ideologici.

istruzione o educazione?

Ci sembra ci sia un primo importante nodo da affrontare riguardo alla scuola ed è quello della sua natura: essa deve limitarsi ad essere istruzione (trasmissione asettica di conoscenze ed abilità analitiche) o deve giungere fino all'educazione (implicante una visione sintetica della realtà e una introduzione anche esistenziale ad essa)?

Per secoli la Chiesa aveva concepito la scuola come educazione, nella sue scuole non ci si limitava ad impartire informazioni analitiche, ma si voleva guidare i giovani a una saggezza integrale.

L'emergere di una visione laico-illuministica ha invece portato a spostare l'accento sul livello della semplice istruzione, cercando di sradicare dalla prassi scolastica, riferimenti alla totalità. Tuttavia nella stessa visione illuministica non mancano pretese totalizzanti, come quando essa si prefigge di strappare i figli ai genitori per consegnarli allo Stato e farne dei buoni cittadini, che incarnino i valori appunto dello Stato, o per usare un termine caro al laicismo transalpino, i valori repubblicani.

In tempi di fonte immigrazione e di problematica integrazione degli immigrati la questione diventa più drammaticamente urgente: anche dal punto di vista laico non basta più trasmettere una serie di informazioni tecnico-analitiche, ma occorre forgiare dei futuri cittadini che abbiano il senso di una convivenza pacificamente pluralistica. Di qui ad esempio l'enfasi con cui, seppur a corrente alternata, si parla di educazione alla Costituzione.

la nostra opinione

A noi sembra che un essere umano abbia il diritto a) di sentirsi fare delle proposte totalizzanti, che cerchino di spiegare il senso della vita, b) restando assolutamente libero di accettarle o rifiutarle secondo quanto la sua coscienza gli detti.

Sul punto a) diciamo che in ogni uomo è presente la domanda sul senso della vita e della realtà: dobbiamo morire, e possiamo morire da un momento all'altro, perciò è urgente confrontarsi con qualsiasi ipotesi esplicativa del senso della realtà. Questa urgenza è prioritaria su qualsiasi altra. Non riusciamo a capire perché questa urgenza non debba essere affrontata fin da quando essa sorge, cioè con l'uso della ragione. L'unica obiezione plausibile è che una ipotesi esplicativa della totalità non debba essere imposta.

E qui infatti veniamo al punto b), la libertà del discente. Occorre che la o le proposte totalizzanti interpellino in modo assolutamente libero il ragazzo.

La scuola insomma non deve essere solo istruzione, ma anche educazione.

concretamente

Come fare, concretamente, per attuare questa impostazione? Ci sembra che ci siano due possibilità: 1) quella di una scuola interamente impostata in base a una certa ipotesi esplicativa, come ad esempio quella cattolica (=la scuola cattolica, almeno come dovrebbe essere), o 2) quella di una iniziativa del singolo docente, o di singoli docenti, che affiancano alla trasmissione di nozioni analitiche, con il loro esempio e le loro, anche non molte, parole, una proposta totalizzante.

Quale delle due vie è migliore? Dipende da come sono concretamente realizzate. Di fatto, oggi come oggi, la prima via, quella della scuola cattolica ad esempio, presenta numerose pecche: si tratta molto spesso di realtà dove la fede non è un'ipotesi esplicativa totalizzante, ma, diciamolo pure, dei diplomifici, dove basta pagare per essere promossi o per avere dei voti incredibilmente “gonfiati”. Poi, per carità, esistono anche le eccezioni, per fortuna.

L'importante è che una ipotesi esplicativa totalizzante, sintetica, possa essere, non imposta, ma proposta alla libertà del ragazzo.

una o più campane?

Ma non vogliamo sfuggire a una domanda: è bene che a un ragazzo siano fatte (contemporaneamente) più proposte totalizzanti (che “senta più campane”) o una sola?

E' certamente necessario che un ragazzo sappia che esistono diverse proposte totalizzanti. Ma in un dato momento egli ne potrà sperimentare solo una. Le proposte si verificano una alla volta. E ciò perché si tratta appunto di verifica, di una verifica esistenziale: la verità di una proposta si verifica nella sua capacità di rendere più umana la vita, di aumentare la pace e la letizia. E sappiamo che citius emergit veritas ex errore, quam ex confusione: è inutile provare l'ipotesi A e insieme l'ipotesi B, per scoprire di stare .. così così! Meglio provare prima A, scoprendo che fa star male, e poi B, scoprendo che fa star bene.

approfondimenti vari

Per il momento rimandiamo al Blog. In cui parliamo, ad esempio, di come è cambiata la scuola in questi ultimi decenni.

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