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la violenza islamista

attualità del problema

Ormai l'11 settembre comincia ad essere un fatto del passato, molti se ne stanno dimenticando, altri sono i problemi che sembrano più urgere. Ma non possiamo dimenticarlo, primo perché è stato un fatto assolutamente colossale, che ha scosso le coscienze in modo profondo e ha fatto parlare di punto di svolta storico, paragonabile ai grandi eventi che segnano una discontinuità tra un'epoca e un'altra; e secondo, perché la violenza islamista da allora non si è estinta, ma si è semplicemente trasformata, adattandosi a nuove forme, sempre in vista della conquista del mondo tramite la violenza.

una nuova strategia

In effetti fino alla fine del primo decennio del 2000 la violenza islamica assumeva la forma del terrorismo internazionale: attentati a edifici, stazioni, luoghi affolati dell'Occidente (New York, Madrid, Londra ecc.), nel nuovo decennio si è sviluppata una nuova strategia, che ha trasferito il terrorismo in ambiti meno visibili, meno preoccupanti per l'Occidente: all'interno degli stati poveri, come la Nigeria, il Mali, il Kenya e altri paesi del terzo Mondo.

Ma identica rimana la matrice, l'islamismo radicale, e identica la finalità, islamizzare il mondo con la violenza, per imporre a tutto il genere umano la legge coranica sotto un unico, grande nuovo califfato mondiale.

cause del fenomeno

Molti occidentali hanno visto e vedono il fenomeno violenza islamista in modo gravemente inadeguato, in base a una teoria reattiva: secondo la quale la violenza islamica sarebbe la reazione, la risposta a una precedente violenza (cristiano-)occidentale.

Nei contributi che proponiamo qui di seguito cerchiamo di smontare come erronea questa teoria:

nota bene

Parlare di “violenza islamista” non è parlare di “Islam”: ci sono tantissime persone mussulmane che cercano sinceramente Dio attraverso l'Islam, verso di loro va il nostro rispetto e anzi il nostro affetto.

Parliamo di una violenza che nasce da una certa interpretazione dell'Islam, un'interpretazione appunto fondamentalista, radice di atteggiamenti aggressivi e violenti, e prima ancora radice di una chiusura asfittica a tutto ciò che non è mussulmano.

Ci auguriamo che con l'Islam aperto al dialogo con gli altri si possa instaurare sempre più un fecondo dialogo.

Ci sono dei segni incoraggianti che ciò è possibile: pensiamo al Meeting del Cairo, un vero miracolo di dialogo e di amicizia islamo-cristiana. Nella direzione di un fecondo dialogo si muove anche il centro Oasis, voluto a suo tempo dall'allora patriarca di Venezia Scola.

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