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Terror-islam: quali cause?

La pagina che segue è una leggera rielaborazione di quanto scrivevamo all'indomani dell'11 settembre. La riproponiamo, perché ci sembra che essa sia ancora valida, anche nel senso che valga anche per la nuova frontiera della violenza islamica, interna ai paesi del Terzo Mondo.

rivolta contro un'oppressione?

Abbiamo detto che la teoria reattiva si rivela inadeguata a cogliere questo fenomeno, essa che vede nel terrorismo una reazione, in fondo giusta, a una presunta oppressione dell'Occidente.

Esaminiamo in effetti il concetto di oppressione che l'Occidente avrebbe esercitato o eserciterebbe. Nei suoi riguardi si possono fare non piccole obiezioni.

1) impoverimento?

Il mondo arabo, da quarant'anni a questa parte, non si è impoverito, ma arricchito. Proprio grazie all'Occidente, al commercio con l'Occidente. Erano beduini, abitavano nelle tende e vivevano coi cammelli; adesso hanno grattacieli spettacolari e rubinetteria d'oro massiccio. Non sembra molto azzeccato parlare di insopportabile oppressione economica. costruzione ultramoderna a Dubai

Il terrorismo non sarebbe possibile senza la predicazione fondamentalista, che a sua volta è resa possibile dai massicci finanziamenti (soprattutto) sauditi, frutto dell'enorme arricchimento dei paesi produttori di petrolio; come già la Rivoluzione francese, si potrebbe dire che il terrorismo non è figlio della povertà, ma della ricchezza.

2) complotto sionista?

Ma ammettiamo pure per un istante che la rabbia terroristica venga dal vedersi poveri in un mondo di ricchi. Ammettiamo che ciò che il terrorismo vorrebbe sia di partecipare a un benessere, da cui sarebbe escluso. Che cosa impedirebbe, comunque a quella parte di mondo islamico che ricca non è, di diventarlo?

Il caso di Giappone, da un secolo e mezzo, e di India e Cina, più recentemente, dimostra che partecipare al benessere, da parte di civiltà non-occidentali, è possibile. Non è che gli occidentali pongano barriere, alzino steccati.

A meno che non si pensi che esista un complotto, per cui i giapponesi sì, i cinesi sì, gli indiani sì, i nigeriani del Sud sì, insomma tutto il mondo non mussulmano sì, ma i mussulmani no, quelli devono essere esclusi.

E chi sarebbe a capo di questo complotto? E perché tramerebbe contro l'Islam?

E qui si torna al delirio nazista: il complotto demo-pluto-giudaico-massonico. Gli ebrei a capo di questa grande congiura internazionale segreta, con Stati Uniti e Inghilterra al loro servizio.

E fuori dall'Islam o è dentro di esso, che si trova l'ostacolo a uno sviluppo vero? E' il mondo intero che che trama contro il mondo islamico, o è l'Islam a non aver ancora trovato una corretta interpretazione dell'idea di obbedienza a Dio, e quindi di una ragionevole armonia con la modernità. Si tratta di vedere allora quali motivi interni all'interpretazione prevalente dell'islam, ne frenino la capacità di autentico sviluppo.

3) una palese incongruenza

Oltre a ciò, c'è il fatto che il terrorismo è sostenuto da realtà socio-economiche assolutamente diverse ed eterogenee, che secondo la teoria marxista dovrebbe essere schierate su fronti contrapposti. Che identico interesse di classe hanno i nababbi del Golfo persico e i diseredati dell'Indonesia? Che comune coscienza di classe (nel senso marxista) possono avere dei piccolo-borghesi egiziani, dei contadini nullatenenti del Pakistan, dei ricchi notabili della Cecenia? Eppure tutti sembrano partecipare a questa unica grande impresa, del terrorismo jiadista.

E' nell'economia che si può trovare un denominatore comune, o non piuttosto in qualcos'altro, cioè nella comune interpretazione fondamentalistica della religione? Davvero, lo schema marxista non regge. Occorre rivedere l'idea che la religione sia solo una sovrastruttura dell'economia.

Chi si rivolta lo fa non in nome di una oppressione economica subita, ma in nome di un Islam inteso in modo fondamentalistico. Evitiamo dunque eurocentriche proiezioni di quelli che sono dei nostri schemi mentali. Il piano su cui si colloca, per sua esplicita dichiarazione, il terrorismo, è quello religioso.

qualche punto fermo, per meglio capire

1) in un certo senso difesa, ma...

La verità è che non di rivolta contro una oppressione economica si tratta, ma di rivolta ideologica contro un percepito attacco culturale. L'Occidente attacca l'Islam? In un certo senso, sì. Politicamente? No. Economicamente? No.

Come lo attacca? Culturalmente. Per il fatto stesso di esistere, e di rivelarsi vincente. E di essere percepito come potenzialmente con-vincente.

La colpa dell'Occidente è di aver dato vita a un sistema più progredito, nonostante sia basato su principi contrari o comunque estranei all'Islam.

Questo infatti configura per il fondamentalismo islamico uno stacco inaccettabile tra teoria e fatti, tra dover-essere e essere: la teoria dice che l'islam è la vera religione, e pertanto ad essa deve corrispondere il meglio del meglio su tutti i piani, civile, economico, politico, tecno-scientifico inclusi; i fatti smentiscono tale teoria, dimostrando che sono gli infedeli ad essere più avanzati. Come si può accettare tale discrepanza tra teoria e fatti?

O si rivede la teoria, o si cerca di rieducare i fatti. Una sana impostazione del rapporto fede/ragione spingerebbe a cercare di rivedere la teoria, cercherebbe di adattare la teoria ai fatti. Ma il fondamentalismo sceglie la strada inversa: adattare i fatti alla teoria.

Ecco, il terrorismo è il tentativo di adattare i fatti alla teoria, il tentativo di piegare la realtà a un sistema teorico. E' inaccettabile che il mondo infedele sia più sviluppato del mondo islamico: cerchiamo allora di piegarlo a forza, distruggendone la sicurezza e il benessere.

partecipare o dominare?

In effetti è errata l'idea che il fondamentalismo voglia partecipare al benessere dell'Occidente: non parteciparvi -vuole- ma distruggerlo. Partecipare significa accettare di essere uno dei tanti pari, posto sullo stesso piano degli altri, riconoscendo di dover rispettare delle regole comuni a tutti gli altri, come tutti gli altri, lealmente impegnato a osservarle come tutti.

Il Giappone, la Cina, l'India hanno accettato l'idea di partecipare al grande consesso planetario, non hanno contrapposto una loro totalità alla totalità occidentale, non hanno confuso il piano religioso con quello economico e politico. Hanno ragionato pragmaticamente: star meglio è meglio. E hanno scelto di star meglio. E infatti stanno meglio. Non hanno visto nella civiltà occidentale una totalità a cui contrapporre una loro totalità, come due blocchi contrapposti. Hanno distinto i piani. E ne hanno tratto solo vantaggi.

Non così ha fatto e fa il fondamentalismo islamico. Non distingue. Si concepisce come un blocco monolitico, dove economia, politica e religione sono strettamente saldate. Perciò non può accettare, non solo di essere superato sul piano economico, tecnologico e politico, ma non può neanche accettare di non dominare il mondo. Significherebbe ammettere di non essere la vera religione. Perché è una "religione" totalizzante, dove credenza riguardo a Dio e vita civile-politica sono strettamente connesse.

Accettare di essere superato, di non essere il primo e dominante anche sul piano civile equivarrebbe ad ammettere di non essere la vera religione. Ciò che un fondamentalista maomettano non può ammettere.

Nel terrorismo allora si può leggere non solo e non tanto il rimpianto di non essere accolto pariteticamente tra i "vip" del mondo, ma quello di non (poter ancora) dominare il mondo. L'Islam fondamentalista non accetta di essere uno dei tanti. Non è che bussi alla porta del resto del mondo, chiedendo di sedere alla "tavola rotonda" (dove tutti sono pari) e ne venga escluso. E' che vuole essere il dominatore e schiuma di rabbia per non riuscire ad esserlo.

Non è che non ci sia anche la componente di recriminazione per la propria attuale inferiorità economica, ma questa componente è sormontata e risignificata dal pensiero che all'Islam spetti il dominio sul mondo, e che dunque, se ciò non avviene, è perché c'è un complotto (sionista e crociato), da abbattere violentemente.


Nel seguente schema, in SVG, riassumiamo alcuni concetti finora esposti

→ immagine vettoriale SVG


Proseguiamo in una scheda successiva, sulle cause prossime dell terrorismo fondamentalista, sul perchè cioè esso si sia sviluppato proprio alla fine del XX secolo.

avvertenza

Queste riflessioni non hanno pretesa di completezza, ma vogliono prendere di mira alcuni presupposti, che a noi sembrano palesemente infondati e falsi.

Siamo peraltro pronti a dialogare con chiunque voglia esprimere posizioni diverse, e a dar loro spazio su queste pagine.


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